Conferenza di presentazione di Tiago Pinto

Ecco cosa è stato detto durante la conferenza di presentazione di Tiago Pinto, nuovo General Manager dell’AS Roma.

Trovi qui la versione ridotta del video, con sole le traduzioni:

Conferenza di presentazione di Tiago Pinto, nuovo General Manager dell’AS Roma.

Se invece sei interessato alla conferenza completa puoi leggere la trascrizione completa qui sotto o guardare il video integrale della conferenza presentazione di Tiago Pinto sul profilo YouTube ufficiale della Roma a questo link.

Ci può raccontare le sue sensazioni in questi primi giorni a Roma?
“Sono molto felice di essere qui, molto motivato con questo progetto. I primi giorni non sono stati facili, un contro è lavorare da casa telefonicamente, un altro sul posto. Fortunatamente da ieri ho potuto essere presente a Trigoria e lavorare con tutti. Le prime sensazioni non possono che essere positive”.

Cosa l’ha convinta a lasciare il Benfica e scegliere la Roma?
“Conoscete la mia storia d’amore con il Benfica, non è stato facile lasciarlo. Quello che mi ha convinto sono stati i colloqui con Dan e Ryan Friedkin, mi hanno spiegato quali sono le loro intenzioni e ciò che vogliono costruire. Mi hanno fatto capire di poter essere un elemento importante per la società, per rendere la Roma una squadra più competitiva e in grado di vincere”.

Cosa si devono aspettare i tifosi: investimenti per costruire una squadra pronta a vincere lo scudetto o un progetto più futuribile con i giovani?
“In Italia già tutti si sono resi conto del grande sforzo fatto dai Friedkin per mantenere la sostenibilità del club. Questo è un progetto a medio-lungo termine, la sostenibilità di un club è importantissima se si vuole vincere. Nessuno è in grado di stabilire quando si vincerà. L’ambizione è grande e deve essere quotidiana. Ogni giorno tutti dobbiamo fare meglio del giorno prima, le prestazione devono essere migliori di partita in partita. Se saremo in grado di farlo i titoli arriveranno”.

Fonseca ci ha detto che ha chiesto dei giocatori. Come va il rinnovo di Pellegrini?
“Col mister non abbiamo il problema della lingua…stiamo lavorando in team, tutti insieme, è un progetto a medio-lungo termine ma stiamo lavorando per trovare le soluzioni migliori per la Roma. Stiamo lavorando tutti i giorni per rendere questa squadra più competitiva. Su Pellegrini non c’è alcun dubbio, sono una persona trasparente, incarna il nostro progetto. E’ giovane, ha talento ed è profondamente legato alla Roma. ​Presto faremo il possibile per realizzare il rinnovo”.

La vittoria di un titolo pensa che possa arrivare in tempi relativamente brevi?
“In parte ho già risposto, ribadisco che nel calcio e nello sport in generale è impossibile stabilire quando si vincerà. Ci sono esempi di squadre in Europa che hanno investito fortemente ma poi non hanno vinto l’anno successivo, stiamo lavorando per rendere la Roma sempre più competitiva, con lo spirito di migliorarci giorno per giorno”.

Come si fa a raggiungere il doppio obiettivo in un club che non ha le risorse economiche di Juve e Inter ed è fortemente indebitato?
“Sarebbe bene prestare massima attenzione ai paragoni, club e contesti sono diversi. Questo club vuole trattenere i migliori giocatori il più a lungo a possibile, in questo modo è più facile raggiungere gli obiettivi e vincere titoli. Tutti conosciamo il periodo che stiamo affrontando, ma vogliamo far crescere i nostri calciatori, trattenerli il più lungo a possibile ed essere competitivi”.

Può confermare che la Roma entro giugno dovrà effettuare un quantitativo di plusvalenze importante per rientrare nel fair play finanziario?
“Il mondo è cambiato, ne abbiamo piena consapevolezza. Sappiamo dell’esistenza di regole che vanno rispettate. Lavoriamo tutti insieme per trovare migliori soluzioni con l’obiettivo di vincere a medio-lungo termine. Vale per i titoli e per le operazioni sul mercato. Siamo tutti consapevoli della situazione attuale, nemmeno il calcio non sfugge a questi discorsi. Tutti dobbiamo saperci reinventare”.

Che ruolo avrà nel mercato Ryan Friedkin?
“Vorrei ribadire che noi qui lavoriamo di squadra, nessuno si sente la superstar. Non è il mio modo di lavorare e non è quello di lavorare dei presidenti. Il mio lavoro riguarderà anche il mercato, ma lo farò sempre a stretto contatto con i Friedkin, ai quali spetta la decisione finale. Sono qui per lavorare in sinergia e far crescere la Roma. Non voglio che qualcuno in futuro dirà che un giocatore è stato un mio acquisto, io lavoro di squadra con Dan e Ryan”.

Che tipo di struttura vuole creare? Nominerà un nuovo ds e formerà un’area scout con uomini di sua fiducia?
“Non arriverà nessuno. Il mio ruolo è quello di gm dell’area sportiva: arrivo qui per lavorare con le persone già presenti, voglio conoscerle e dare il mio contributo, altrimenti la mia presenza non avrebbe senso. Con Dan e Ryan mi occuperò di tutta l’area sportiva. Ritengo che attualmente sia importantissimo e faccia la differenza avere un dipartimento di scouting forte e solido. In questi anni sono cambiate tante cose a livello di analisi dei calciatori. E’ fondamentale che ci sia uno scouting forte, ma non significa che le persone presenti non lo siano. L’importante è che sia uno scouting della Roma, non di Tiago Pinto. Sarà importante gettare delle basi per avere una banca dati che ci permetta di prendere le migliori decisioni possibili”.

Quante operazioni pensa di fare a gennaio e il numero di queste inciderà sul mercato estivo?
“Ancora una volta: siamo molto attenti sul mercato, lavoriamo intensamente tutti i giorni, c’è del lavoro invisibile che magari darà risultati a medio-lungo termine. Non so dire quante operazioni faremo ma stiamo lavorando intensamente. Aggiungo una promessa: da qui alla fine del mercato sarò disponibile a rispondere alle vostre domande su quello che abbiamo fatto o non fatto sul mercato”. 

Cosa pensa di Fonseca? Quanto è importante condividere le idee dell’allenatore?
“Ho lavorato con diversi allenatori e vado orgoglioso del fatto di aver collaborato con persone che avevano una mentalità e una conoscenza diverse nel calcio moderno. Fonseca sarà il quinto allenatore con cui lavorerò. Conosco bene la sua carriera, già dai tempi del Aves e del Paços de Ferreira. Mi identifico nelle sue idee di calcio, offensivo, dinamico, fatto di possesso palla. Le sue idee sono quelle che vogliamo per il nostro club”.

Nessuna società può prescindere dal reparto scouting. Vuole strutturare questo comparto affidando delle zone del mondo a ogni osservatore? Nella scelta dei giocatori, qual è il rapporto tra analisi dei dati e occhio umano?
“L’equilibrio è sempre importante. Ci sono casi nel mondo di squadre che si sono basate esclusivamente sulla statistiche. Ritengo sia necessario avere equilibrio. Complici le difficoltà a viaggiare è importante dare valore alle statistiche. Io apprezzo entrambi i fattori, l’occhio della persona esperta che ha giocato a calcio e l’importanza di dati provenienti da strumenti raffinati”.

E’ vero che non aver pagato 1 milione di commissioni all’agente di Reynolds ha influito sull’affare?
“Non vorrei parlare del passato, ho il massimo rispetto per chi ha occupato questa posizione in passato alla Roma e non parlerò di nessun caso individualmente sulle commissioni. Gli agenti fanno parte del mercato, onoreremo tutti i nostri impegni però questo è un tema al quale daremo attenzione”.

Il ruolo del direttore sportivo classico è un concetto superato alla Roma?
“Ottima domanda, in portoghese abbiamo un’espressione che dice ‘è più importante discutere delle cose che del nome delle cose’. Intendiamo costruire un modello di gestione che ho già spiegato, sarò io a guidare le operazioni di mercato ma sempre di concerto con le persone che già lavorano a Roma e con Dan e Ryan, sempre coinvolti quando c’è da prendere decisioni importanti. Molto spesso ci si sofferma nel discutere sui titoli, sulle qualifiche, invece che sulla sostanza del lavoro. Sarò il General Manager, che sovrintenderà alla gestione sportiva, ma all’interno del modello che vi ho illustrato”.

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